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5
All’alba d’una primavera,
mi visitò la morte,
diafanea, per sua evanescenza.
Mi visitò la morte,
ed i suoi occhi erano i miei.
Mi visitò la morte,
e le sue labbra eran le mie.
Mi visitò la morte,
e il suo cuore era il mio.
Povera dolce morte,
come pensare di uccidere
un morto?
Povera, stupida morte:
«Non hai potuto ingannarmi».
Ed in quest’ultimo istante di vita,
riecheggia la mia eternità. -
4
Nel vento gravido di
rimembranze, domandavo
sovente se
avrei perso
me stesso.
Solo nel buio, straniero
alla luce
conobbi
una fiamma
divampante
eterna
purificatrice.
E fatta di me fiamma,
subito spira indomita
la brezza del mattino.