1. 5


    All’alba d’una primavera,

    mi visitò la morte,

    diafanea, per sua evanescenza.

    Mi visitò la morte,

    ed i suoi occhi erano i miei.

    Mi visitò la morte,

    e le sue labbra eran le mie.

    Mi visitò la morte,

    e il suo cuore era il mio.

    Povera dolce morte,

    come pensare di uccidere

    un morto?

    Povera, stupida morte:

    «Non hai potuto ingannarmi».

    Ed in quest’ultimo istante di vita,

    riecheggia la mia eternità.

    11 mesi fa  /  Note

  2. 4

    Nel vento gravido di

    rimembranze, domandavo

    sovente se

    avrei perso

    me stesso.

    Solo nel buio, straniero

    alla luce

    conobbi

    una fiamma

    divampante

    eterna

    purificatrice.

    E fatta di me fiamma,

    subito spira indomita

    la brezza del mattino.

    11 mesi fa  /  Note